Mal di schiena lombare che non passa: le infiltrazioni ecoguidate
Il mal di schiena lombare che dura da mesi non è tutto uguale. Prima di parlare di intervento è essenziale capire quale struttura genera il dolore: le faccette articolari, l'articolazione sacroiliaca, la muscolatura paraspinale contratta, il muscolo piriforme o l'ileopsoas. Da questa distinzione dipende il trattamento, e spesso l'infiltrazione mirata sotto guida ecografica è al tempo stesso diagnostica e terapeutica.
Ti riconosci in questi sintomi?
- Dolore lombare che peggiora inarcando la schiena o stando in piedi a lungo
- Dolore su un lato del sacro, che aumenta salendo le scale o alzandosi dalla sedia
- Dolore al gluteo che scende lungo la coscia (senza chiara ernia)
- Contrattura persistente dei muscoli lombari
- Dolore all'anca o all'inguine quando cammini
Trovare la struttura che genera il dolore
Risonanza e radiografie mostrano le alterazioni anatomiche, ma non dicono sempre quale struttura fa male: molte persone hanno immagini alterate senza dolore. La visita, i test clinici e l'ecografia permettono di formulare un'ipotesi precisa; l'infiltrazione mirata la conferma, perché se il dolore si riduce dopo aver trattato quella struttura, l'origine è identificata.
Faccette articolari e sacroiliaca
Le faccette articolari lombari sono piccole articolazioni posteriori che si artrosizzano con gli anni e danno un dolore tipicamente peggiorato dall'estensione. L'articolazione sacroiliaca dà invece un dolore laterale al sacro, spesso confuso con la sciatica. Entrambe si infiltrano sotto guida ecografica, in regime ambulatoriale.
Piriforme, ileopsoas e borsite trocanterica
Quando il dolore parte dal gluteo e scende lungo la coscia senza un'ernia che lo giustifichi, il colpevole può essere il muscolo piriforme. Il dolore all'inguine che compare camminando può nascere dall'ileopsoas, mentre il dolore sul lato dell'anca, che impedisce di dormire su quel fianco, è spesso una borsite trocanterica: tutte condizioni trattabili con infiltrazione ecoguidata.
Cosa succede dopo
L'infiltrazione non sostituisce l'esercizio terapeutico: riduce il dolore e crea la finestra in cui la riabilitazione può funzionare. L'obiettivo è rimettere in movimento la schiena, non anestetizzarla a ripetizione.
Trattamenti che possiamo eseguire
Colonna lombare
Infiltrazione delle faccette articolari lombari
Le piccole articolazioni poste ai lati della colonna, spesso coinvolte nel mal di schiena cronico, sono visibili con l'ecografo nella maggior parte dei pazienti e possono essere trattate con precisione sotto controllo diretto dell'ago.
Scopri la proceduraColonna lombare
Infiltrazione dell'articolazione sacroiliaca
L'articolazione che collega la base della colonna al bacino è una sede consolidata di trattamento ecoguidato, con buona visibilità anche in pazienti robusti.
Scopri la proceduraColonna lombare
Blocchi ed infiltrazioni della muscolatura paraspinale e del quadrato dei lombi
Punti dolorosi muscolari e piani fasciali sono ben visualizzabili e si prestano a un trattamento mirato.
Scopri la proceduraColonna lombare
Infiltrazione del muscolo piriforme e dell'ileopsoas, borsite trocanterica
I muscoli profondi della regione lombare e pelvica e la borsa del grande trocantere sono raggiungibili con ago ecoguidato per trattare dolore riferito e infiammazione locale.
Scopri la proceduraDomande frequenti
Quante infiltrazioni servono?
Dipende dalla struttura trattata e dalla risposta; si valuta sempre dopo la prima, evitando cicli automatici.
Perché ecoguidata e non a mano libera?
La guida ecografica consente di vedere ago, farmaco e strutture nervose in tempo reale, aumentando la precisione e la sicurezza, senza radiazioni ionizzanti.
Posso guidare dopo?
Di solito sì, ma è consigliabile farsi accompagnare la prima volta, soprattutto se hai ricevuto un anestetico locale abbondante.
Vuoi capire se è il tuo caso?
In prima visita valutiamo insieme la tua storia clinica e gli esami già eseguiti.
Altre guide
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica. L'indicazione al trattamento va sempre valutata individualmente.