6 ottobre 2026

Protesi di ginocchio che fa ancora male: il ruolo dell'embolizzazione (TAME)

Dopo una protesi di ginocchio circa una persona su cinque continua ad avere dolore, anche quando l'intervento è riuscito. In alcuni casi la causa è un'infiammazione persistente dei tessuti intorno alla protesi: è qui che l'embolizzazione muscolo-scheletrica può avere un ruolo.

Illustrazione di una protesi di ginocchio con piccoli vasi infiammati intorno all'articolazione e microcatetere in un'arteria genicolata

Quando la protesi fa ancora male

La protesi di ginocchio è uno degli interventi più efficaci dell'ortopedia, ma non risolve il dolore in tutti. Una revisione sistematica degli studi prospettici su pazienti non selezionati ha trovato un esito sfavorevole sul dolore a lungo termine nel 10-34% delle persone operate al ginocchio, e intorno al 20% negli studi di qualità migliore. Sono pazienti spesso frustrati: le radiografie mostrano una protesi ben posizionata, eppure il ginocchio continua a fare male, a gonfiarsi o a limitare il cammino.

Prima di tutto: escludere le cause da trattare in altro modo

Il dolore dopo protesi va sempre studiato insieme all'ortopedico, perché alcune cause richiedono un trattamento specifico: l'infezione della protesi, la mobilizzazione delle componenti, l'instabilità, un posizionamento non corretto o problemi della rotula. Per questo servono la visita ortopedica, le radiografie, gli esami del sangue per l'infiammazione e, quando indicato, l'aspirazione del liquido articolare o altri esami di imaging. L'embolizzazione entra in gioco solo dopo aver escluso queste cause, quando il dolore persiste nonostante una protesi stabile e senza infezione.

Perché l'embolizzazione può aiutare

In una parte di questi pazienti i tessuti intorno alla protesi restano infiammati: la membrana sinoviale residua e la capsula sviluppano una rete di piccoli vasi anomali, accompagnati da fibre nervose che amplificano il dolore, lo stesso meccanismo che si osserva nell'artrosi. L'embolizzazione muscolo-scheletrica, nota in letteratura anche come TAME (transcatheter arterial micro-embolization), raggiunge questi vasi dall'interno con un microcatetere introdotto da un'arteria e li chiude in modo selettivo. È la stessa procedura che si usa per l'artrosi del ginocchio: la protesi metallica non è un ostacolo, perché si lavora sui vasi e non sull'articolazione.

Cosa dicono i primi studi

Gli studi dedicati al dolore dopo protesi sono ancora pochi e piccoli, ma vanno nella stessa direzione. In uno studio pilota prospettico francese su 12 pazienti, trattati con microsfere da 75 micron, il dolore durante il cammino è sceso in media da 73 a 38 su 100 a sei mesi, e il 55% dei pazienti ha ottenuto un miglioramento clinicamente rilevante del dolore. Una casistica multicentrica argentina su 16 pazienti ha riportato una riduzione del dolore da 7,0 a 3,4 su 10, con un dimezzamento del dolore nel 62,5% dei casi a sei mesi e una riduzione degli antidolorifici in altrettanti pazienti. Una serie americana di 37 pazienti con dolore da oltre un anno ha osservato un calo da 8,1 a 3,1 su 10 a tre mesi, con almeno il 50% di miglioramento nel 65% dei casi, ma con un controllo molto breve. In nessuno di questi studi si sono verificate complicanze maggiori.

Quanto dura il beneficio

Lo studio con il controllo più lungo, una casistica tedesca del 2026 su 15 pazienti trattati con imipenem/cilastatina, è anche il più prudente. Il dolore è sceso molto nel primo mese (da 7 a 1 su 10, valori mediani), si è mantenuto più basso a tre e sei mesi, ma a dodici mesi era risalito a 5: solo poco più della metà dei pazienti valutabili conservava un miglioramento rilevante a un anno, e il 20% ha ripetuto la procedura. Quattro dei sette pazienti che usavano oppioidi li avevano però sospesi. Gli autori parlano di beneficio precoce con durata variabile, ed è il modo corretto di presentarlo.

Un'indicazione vicina: versamento e sanguinamento dopo protesi

L'embolizzazione dei vasi intorno alla protesi ha una storia più lunga in un problema diverso ma collegato: i versamenti e i sanguinamenti ricorrenti nel ginocchio protesizzato. Una revisione sistematica su 214 pazienti con sanguinamento articolare ricorrente dopo protesi ha riportato un miglioramento dei sintomi nel 72,6% dei casi, con la necessità di ripetere la procedura in circa uno su tre. In una casistica su 18 protesi con versamento ricorrente, il versamento si è risolto completamente all'ecografia nel 77,8% dei casi. Sono dati che confermano la fattibilità e la sicurezza della tecnica in questi pazienti.

I limiti, detti con chiarezza

Nessuno degli studi sul dolore dopo protesi ha un gruppo di controllo, i pazienti sono poche decine e il controllo raramente supera l'anno. È un punto importante, perché nell'artrosi del ginocchio la nostra meta-analisi pubblicata nel 2026 ha mostrato che i tre studi randomizzati contro procedura simulata, presi insieme, non hanno dimostrato un beneficio significativo rispetto al placebo: anche nel dolore dopo protesi una parte del miglioramento potrebbe dipendere da questo effetto. Tra gli effetti collaterali descritti ci sono un cambiamento di colore transitorio della pelle intorno al ginocchio (in circa quattro pazienti su dieci in uno studio) e, in alcuni casi, un aumento temporaneo del dolore nei giorni successivi, gestito con antidolorifici.

Per chi può avere senso

L'embolizzazione è un'opzione da valutare quando il dolore persiste da molti mesi dopo la protesi, l'ortopedico ha escluso infezione, mobilizzazione e problemi meccanici, le terapie conservative non sono bastate e un nuovo intervento non è indicato o si preferisce evitarlo. In questi casi può offrire un sollievo concreto con una procedura in anestesia locale e dimissione in giornata, ma va proposta con aspettative realistiche: il beneficio è spesso rapido, la durata varia da persona a persona e talvolta serve ripeterla. La decisione si prende insieme all'ortopedico che ha in cura la protesi.

Trattamenti di cui parla l'articolo

Fonti scientifiche

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  8. Lanza E, Poretti D, Pedicini V, Kon E, Laghi A. Permanent vs. temporary embolic agents in genicular artery embolization for knee osteoarthritis: a systematic review and meta-analysis. Eur J Radiol. 2026;202:112968.

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