25 ottobre 2026
Embolizzazione del ginocchio che non ha funzionato: ha senso ripeterla?
Quando la prima embolizzazione del ginocchio non riduce il dolore, spesso i piccoli vasi infiammati si sono riaperti. Uno studio tedesco del 2026 mostra che una seconda procedura può recuperare più di metà di questi pazienti.

Una domanda che mi fanno spesso
L'embolizzazione delle arterie genicolate riduce il dolore da artrosi del ginocchio chiudendo i piccoli vasi anomali che alimentano l'infiammazione della sinovia. Non funziona però in tutti, e i risultati sono meno prevedibili quando l'artrosi è molto avanzata o quando il dolore persiste dopo una protesi. La domanda che segue è sempre la stessa: se la prima volta non è andata, ha senso riprovare? Uno studio dell'Ospedale Universitario di Düsseldorf e della Charité di Berlino, pubblicato a marzo 2026 su Cardiovascular and Interventional Radiology, ha cercato una risposta proprio in questi pazienti.
Cosa hanno fatto
Sono stati seguiti 55 pazienti con un dolore al ginocchio che durava nonostante almeno sei mesi di cure: 33 avevano un'artrosi grave (il grado più alto, 4 su 4) e 22 un dolore persistente dopo una protesi totale, dopo aver escluso infezioni e problemi meccanici dell'impianto. L'età mediana era di 69 anni. L'embolizzazione è stata eseguita con microsfere permanenti, trattando in media quattro arterie genicolate. Il dolore è stato misurato su una scala da 0 a 10 a sei settimane e a 3, 6, 9 e 12 mesi, e si è considerato un beneficio una riduzione di almeno 2 punti. Chi a sei mesi non aveva avuto questo beneficio è stato sottoposto a una seconda embolizzazione con la stessa tecnica.
I risultati
Dopo la prima procedura, a sei mesi, 23 pazienti su 55 (42%) avevano il dolore ridotto in modo significativo. Dei 32 che non erano migliorati, 20 hanno avuto beneficio dopo la seconda embolizzazione, e il risultato si è mantenuto per i sei mesi successivi. A un anno, quindi, i pazienti che avevano avuto beneficio erano 43 su 55, il 78%. In 12 pazienti, il 22%, il dolore non è migliorato nemmeno dopo la seconda procedura.
Perché il dolore torna: i vasi si riaprono
La parte più interessante dello studio è la spiegazione. Gli autori hanno misurato sulle angiografie l'area dei vasi infiammatori, il cosiddetto blush, prima e dopo ogni procedura. Nei pazienti non migliorati, al momento della seconda embolizzazione il blush era tornato a crescere negli stessi vasi già trattati, anche se erano state usate microsfere permanenti. Il ginocchio ha una fitta rete di piccole arterie che si collegano tra loro e possono riaprire la strada, e l'infiammazione dell'artrosi è un processo cronico che continua. Lo stesso fenomeno è noto da tempo nell'embolizzazione della prostata, dove una seconda procedura è una possibilità prevista.
La sicurezza
Dopo la prima embolizzazione il 47% dei pazienti ha avuto macchie o arrossamenti temporanei della pelle del ginocchio, dopo la seconda il 41%: in tutti i casi sono scomparsi entro sei settimane. Non sono state registrate altre complicanze, né legate ai vasi né di altro tipo.
I limiti dello studio
I pazienti sono pochi, trattati in un solo centro e da un solo radiologo interventista molto esperto. Non c'è un gruppo di confronto con una procedura simulata, quindi una parte del miglioramento può dipendere dall'effetto placebo. Dopo la seconda procedura i pazienti sono stati seguiti solo per sei mesi, e il dolore è stato valutato con una sola scala. Infine, nei 12 pazienti che non hanno risposto nessuna caratteristica permetteva di prevederlo in anticipo: capire chi beneficerà resta la domanda aperta.
Cosa significa in pratica
Se una prima embolizzazione del ginocchio non ha ridotto il dolore, soprattutto con un'artrosi grave o una protesi dolorosa, non è detto che la strada sia chiusa: in questo studio una seconda procedura dopo circa sei mesi ha aiutato più di metà dei pazienti non migliorati, con fastidi soltanto temporanei. Non è però una garanzia, e con un'artrosi molto avanzata la protesi resta un'opzione da considerare insieme all'ortopedico. In visita rivediamo come è andata la prima procedura, gli esami e il dolore attuale, e valutiamo insieme se una seconda embolizzazione ha senso nel tuo caso.
Trattamenti di cui parla l'articolo
Fonti scientifiche
- Taheri Amin A, Hübner A, Abu-Gharbieh L, et al. Repeated genicular artery embolization using permanent microspheres for severe osteoarthritis and postsurgical pain. Cardiovasc Intervent Radiol. 2026;49:1370-1381.
- Lanza E, Poretti D, Pedicini V, Kon E, Laghi A. Permanent vs. temporary embolic agents in genicular artery embolization for knee osteoarthritis: a systematic review and meta-analysis. Eur J Radiol. 2026;202:112968.
- Konduru N, Hnatov A, Joshua SP, et al. Genicular artery embolization as a treatment option for refractory knee pain post total knee arthroplasty: a prospective series. Cardiovasc Intervent Radiol. 2026;49:1384-1390.
- Okuno Y, Korchi AM, Shinjo T, Kato S. Transcatheter arterial embolization as a treatment for medial knee pain in patients with mild to moderate osteoarthritis. Cardiovasc Intervent Radiol. 2015;38(2):336-343.
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