7 ottobre 2026
Dolore all'anca da artrosi o da sindrome trocanterica: cosa può fare l'embolizzazione (TAME)
Lo studio HipE, appena pubblicato su Cardiovascular and Interventional Radiology, porta per la prima volta dati a un anno sull'embolizzazione per il dolore all'anca, sia da artrosi sia da sindrome del gran trocantere. Cosa dice, e come si inserisce nel resto della letteratura.

Due cause frequenti di dolore all'anca
L'artrosi dell'anca dà tipicamente dolore all'inguine, rigidità al mattino e difficoltà a camminare, a salire le scale o a infilare le scarpe. La sindrome del dolore del gran trocantere è invece un dolore sul lato esterno dell'anca, legato alla sofferenza dei tendini dei muscoli glutei e delle borse vicine: fa male stare a lungo in piedi, salire le scale e soprattutto dormire sul fianco. Per entrambe si parte da esercizio, controllo del peso, farmaci e infiltrazioni ecoguidate; per l'artrosi avanzata la protesi è la soluzione definitiva. Resta però un gruppo di pazienti con dolore persistente che non sono ancora candidati alla protesi, non possono essere operati o preferiscono rimandare l'intervento.
Perché l'embolizzazione
Il principio è lo stesso dell'embolizzazione delle genicolate nel ginocchio: nei tessuti infiammati intorno all'articolazione e ai tendini si sviluppano piccoli vasi anomali, accompagnati da fibre nervose che amplificano il dolore. Con l'embolizzazione muscolo-scheletrica, nota in letteratura come TAME (transcatheter arterial micro-embolization), un microcatetere introdotto da un'arteria raggiunge questi vasi e li chiude in modo selettivo. Nell'anca il bersaglio principale sono i rami dell'arteria circonflessa femorale laterale, a volte insieme a rami dell'arteria iliaca interna. Negli studi più recenti si usano agenti temporanei, come l'imipenem/cilastatina, che chiudono i vasi solo per un tempo limitato.
Lo studio HipE
Lo studio HipE è uno studio prospettico condotto a Porto tra il 2023 e il 2025. Su 49 pazienti trattati con imipenem/cilastatina, 37 hanno completato un anno di controllo: 31 con artrosi dell'anca, da lieve a grave, e 6 con sindrome trocanterica isolata. A dodici mesi il dolore è sceso in media da 7,8 a 4,0 su 10 e il punteggio WOMAC, che misura dolore, rigidità e funzione, da 54 a 24, con miglioramenti netti anche della rigidità e delle attività quotidiane. Considerando come successo una riduzione di almeno il 50% del dolore o del punteggio WOMAC, la procedura ha funzionato nel 73% dei pazienti. Le uniche complicanze sono state due piccoli ematomi all'inguine, e i risultati non sono stati diversi tra artrosi e sindrome trocanterica.
Gli altri studi vanno nella stessa direzione
Una casistica della Charité di Berlino su 41 pazienti con artrosi dell'anca, trattati con agenti temporanei, ha riportato un calo del dolore da 7 a 4 su 10 a un anno, con un miglioramento clinicamente rilevante del dolore nel 64,3% dei casi; solo due pazienti hanno poi avuto bisogno della protesi. In Italia, lo studio FIRE-NEM di Torino ha trattato con la stessa tecnica anca, ginocchio e spalla, con 24 procedure sull'anca: il miglioramento clinicamente rilevante del dolore era presente nel 71,4% delle procedure a sei mesi, senza differenze significative tra le articolazioni. In nessuno di questi studi si sono verificate complicanze maggiori: gli effetti collaterali descritti sono piccoli ematomi nel punto di accesso e, in una parte dei pazienti trattati con imipenem/cilastatina, un cambiamento di colore transitorio della pelle.
Non tutti rispondono allo stesso modo
Uno studio rumeno del 2026, non randomizzato, ha confrontato l'embolizzazione con la sola terapia conservativa in pazienti di almeno 60 anni con artrosi dell'anca non candidabili alla protesi, spesso con un'artrosi più avanzata. In questo gruppo il miglioramento è stato più contenuto: il dolore è sceso da 74 a 55 su 100 nei primi tre mesi e poi si è stabilizzato. È un dato utile per avere aspettative realistiche: quando l'articolazione è molto consumata, l'embolizzazione può alleviare il dolore ma non sostituisce la protesi.
I limiti
Per l'anca non esistono ancora studi randomizzati contro una procedura simulata: le casistiche sono a braccio singolo, con poche decine di pazienti e controlli che non superano l'anno. È un limite importante, perché nell'artrosi del ginocchio, dove la tecnica è più studiata, la nostra meta-analisi del 2026 ha mostrato che i tre studi randomizzati contro procedura simulata non hanno dimostrato un beneficio significativo rispetto al placebo. I risultati dell'anca sono incoraggianti, ma vanno confermati da studi controllati.
Per chi può avere senso
L'embolizzazione dell'anca è un'opzione da valutare quando il dolore da artrosi lieve o moderata, o da sindrome trocanterica, persiste nonostante esercizio, farmaci e infiltrazioni ecoguidate, e quando la protesi non è ancora indicata, non è possibile o si preferisce rimandarla. Si esegue in anestesia locale con un accesso di pochi millimetri e dimissione in giornata. Prima serve una valutazione accurata, con visita, radiografia ed eventualmente ecografia o risonanza, per capire da dove viene davvero il dolore: anca, tendini glutei o, non di rado, la colonna lombare.
Trattamenti di cui parla l'articolo
Fonti scientifiche
- Cavalheiro F, Marinho Lopes P, Sousa F, Sousa P, Linhares D, Neves N. HipE study—hip embolization for pain control in hip osteoarthritis and greater trochanteric pain syndrome: 12 months follow-up. Cardiovasc Intervent Radiol. 2026;49(7):1295-1305.
- Fleckenstein FN, Maleitzke T, Oehme S, et al. Transarterial embolization for the treatment of symptomatic hip osteoarthritis. Cardiovasc Intervent Radiol. 2026;49(7):1352-1361.
- Discalzi A, Brino J, Nardelli F, et al. Multi-site efficacy and safety of transarterial microembolization with imipenem/cilastatin for refractory musculoskeletal pain: a single-centre analysis of hip, knee and shoulder (FIRE-NEM study). Radiol Med. 2026.
- Feier AM, Bloj F, Russu OM, et al. Periarticular embolization as an alternative treatment for surgery-ineligible patients with hip osteoarthritis: a prospective comparative study. J Clin Med. 2026;15(13):5108.
- Lanza E, Poretti D, Pedicini V, Kon E, Laghi A. Permanent vs. temporary embolic agents in genicular artery embolization for knee osteoarthritis: a systematic review and meta-analysis. Eur J Radiol. 2026;202:112968.
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