Spalla
Embolizzazione arteriosa (geniculata/spalla)
I microvasi che alimentano l'infiammazione cronica vengono chiusi con microparticelle, riducendo il dolore quando i farmaci non bastano.
Come si svolge
Nel dolore muscoloscheletrico cronico si sviluppano piccoli vasi anomali che accompagnano l'infiammazione e le terminazioni nervose del dolore. Attraverso un accesso di pochi millimetri al polso o all'inguine, un microcatetere viene guidato con l'angiografia fino a questi vasi, che vengono chiusi con microparticelle o con un farmaco temporaneo. La riduzione della vascolarizzazione infiammatoria si traduce in una riduzione progressiva del dolore.
Per chi è indicata
- Dolore cronico di spalla o ginocchio resistente ai trattamenti conservativi
- Tendinopatie e artrosi con marcata ipervascolarizzazione all'ecocolordoppler
- Pazienti non candidati o non ancora candidati alla chirurgia
Recupero
Rientro a casa in giornata dopo alcune ore di osservazione. Attività leggera per 2–3 giorni; il beneficio massimo si sviluppa nell'arco di 1–3 mesi.
Disturbi trattati in quest'area: tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori, spalla congelata (capsulite adesiva), borsite subacromiale.
Evidenze scientifiche
L'embolizzazione geniculata è la variante più studiata di questa tecnica: studi randomizzati controllati con sham e revisioni sistematiche dedicate documentano una riduzione significativa del dolore nell'artrosi di ginocchio, mantenuta nel tempo, con complicanze prevalentemente minori e transitorie. L'applicazione alla spalla è più recente e in corso di studio.
Riferimenti su PubMed
- Multicenter Randomized Sham Controlled Study of Genicular Artery Embolization for Knee Pain Secondary to Osteoarthritis
Bagla S, Piechowiak R, et al. — J Vasc Interv Radiol, 2022 · PMID 34610422
- Genicular artery embolization for knee osteoarthritis: A systematic review of sham-controlled randomized trials
Milhem F, Takhman M, et al. — J Orthop, 2025 · PMID 40766107
I dati della letteratura descrivono risultati medi su gruppi di pazienti e non costituiscono una previsione del risultato individuale. L'indicazione al trattamento va sempre valutata in visita.
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